TREMENTISTI 96% musica popolare                                    

GENERE:  musica popolare del sud Italia 

Trementisti (dal dialetto trementere = guardare): coloro che stanno a guardare, perditempo, oppure…quelli che “osservano” la tradizione, come i musicisti impegnati in questo progetto musicale. Lo spettacolo dei Trementisti da voce alle più espressive testimonianze delle scuole musicali regionali del sud Italia (quella Campana, Calabrese, Salentina e del Gargano) senza trascurare le contaminazioni cui la canzone popolare meridionale si è aperta di recente con l’avvento della world music. Gli arrangiamenti e la scelta dei brani riflettono i trascorsi musicali dei componenti del gruppo che, amando “giocare” con la musica”, improvvisano commistioni di generi musicali differenti. La musica popolare dei Trementisti insomma non è una musica museale: partendo dagli spunti offerti dalla tradizione la band poi ricama trame ritmiche ed armoniche fresche e moderne. Risiede proprio in quest’ultimo aspetto, la forza attrattiva dei Trementisti nei confronti del pubblico, ossia nella sorpresa, nel cambio repentino dei ritmi, dei fraseggi, dei linguaggi musicali. Tutto ciò naturalmente è realizzato secondo una logica ben precisa tale da “aggredire piacevolmente il pubblico”. Il restante 4% dello spettacolo è riservato all’aspetto umoristico e alle improvvisazione vocali.

 Stimolati dal rinnovato interesse dei giovani per la cultura etnica, i Trementisti, attraverso i suoni del mediterraneo, vogliono indicare il potere liberatorio e i passi della tarantella e delle altre danze del sud Italia, come gesto da contrapporre alla ormai ridondante cultura dei balli da discoteca. Quando i Trementisti suonano nelle piazze i giovani ballano e gli anziani si emozionano. La loro musica si rivolge a grandi e piccini. Nel corso dello spettacolo Fabrizio Cusani inscena un gioco in cui Antonio Calabrese (ventinovenne cantante Vitulanese del gruppo) è presentato come l’ottantaseienne custode delle tradizioni, il forziere che racchiude fatti e avvenimenti da lui fantasticamente vissuti, da giovane, in prima persona. E’ questo un espediente che occorre a svelare, in maniera umoristica ma veritiera, le storie e gli aneddoti rappresentati nelle canzoni che il gruppo va ad eseguire. Ogni buon concerto dei Trementisti si chiude inoltre, con l’ormai attesissimo “lancio delle tonsille” del maestro (tutti lo chiamano così!) Antonio Calabrese. Il lancio delle tonsille è centrale nello spettacolo dei Trementisti così come, in sud Italia lo è, il lancio del bouquet in ogni festa di matrimonio che si rispetti. In pratica, nell’ultimo bis che i Trementisti concedono al pubblico, il maestro va a produrre  uno stridente ed inumano acuto (fuori della portata del miglior Pavarotti) allo scopo di rilevare che il gruppo ha dato davvero tutto, anche un pezzo del proprio corpo, l’impossibile. Gli spettatori a questo punto vanno via stremati dalle danze, emozionati dalle canzoni e col sorriso stampato sulle labbra.                                 

 Al progetto partecipano: Fabrizio Cusani (voce e chitarra), Antonio Calabrese (voce appassionata) Antonio Maria Boscaino (basso elettrico, grancassa e voce), Giorgio Stefanelli (Tastiera e Cori), Gianpasquale Cusano (tamburello e percussioni) Antonella Leone (canto, balli, tammorra)